domenica 17 marzo 2013

Hello I Must Be Going


Un film di Todd Louiso con Melanie Lynskey e Christopher Abbott. USA, 2012

Ha aperto il Sundance Film Festival 2012 per la regia del poco più che quarantenne attore-regista americano Todd Louiso al suo terzo lungometraggio: Hello I must be going (“Come la prima volta” in Italia) è una commedia romantica di tutto rispetto, divertente e pungente, sulla presa di coscienza di sé anche e soprattutto quando ogni certezza sembra in procinto di crollare.
Perchè tutto rimanga uguale tutto deve cambiare si direbbe parafrasando il celebre scrittore italiano, nonché scorrendo la trama di un film dissacrante che vede Amy (Melanie Lynskey) donna sull'orlo di un crisi i nervi, tradita e neo divorziata costretta a tornare a casa dei genitori, intraprendere un'intima amicizia con Jeremy (Christopher Abbott, il fidanzato di Marnie nella serie americana Girls di Lena Dunham) attore diciannovenne tenero e tormentato creduto gay dalla madre ed intento a lasciarglielo credere.
Una differenza anagrafica importante ed un ritorno all'istintività dei sentimenti, per una boccata d'ossigeno fin troppo a lungo negata all'interno di rapporti soffocanti destinati al fallimento.
Lei è una Bridget Jones contemporanea, la cui unica grande abilità sembra quella di distruggere ogni rapporto sano della propria vita: ingenuamente goffa, si barcamena tra gli inconvenienti di un'esistenza che le è scappata di mano e lo fa con grande ironia e affilato cinismo che la vedono scoppiare grottescamente e divertita in fragorose risate nei momenti meno opportuni, prendendosi anche gioco dell'ipocrisia e del bigottismo della sua famiglia, dai quali, ed è proprio al limite, cerca di non farsi inglobare.
Un progressivo spogliarsi da tutti i risentimenti covati negli anni insieme all'anima simile che la porta a comprendere la sua vera essenza di donna all'apparenza fragile ma più che consapevole di se stessa. Una tematica quanto mai attuale quella del ritorno al nido dei genitori dopo un tentativo di vita fallito e la conseguente amarezza del dover tornare ad essere ospitata in una casa che ormai è troppo diversa da come ce la si aspetta.
Nella colonna sonora brillante ed allegra spiccano i diversi brani scritti e cantati da Laura Veirs, cantautrice folk americana dal sound sbarazzino e leggero quasi a ricordarci la fantastica soundtrack di Juno, le cui sonorità si avvicinano amabilmente.