martedì 9 aprile 2013

Blue Valentine


Un film di Derek Cianfrance con Ryan Gosling, Michelle Williams. USA, 2010


Opera seconda del giovane regista americano Cianfrance, Blue Valentine è stato presentato con successo al Sundance Film Festival nel 2010 ed è uscito nele sale italiane in ritardo di qualche anno il giorno di San Valentino.

Una cosiddetta dramedy in salsa indie che racconta parallelamente la nascita e la fine della storia d'amore tra Dean (Ryan Gosling) e Cindy (Michelle Williams).
Un amore fin da subito nato un po' pesante, cresciuto forzatamente nonostante la pace armata tra i protagonisti rassegnati che col trascorrere del tempo hanno trovato una dimensione più o meno tranquilla. Ma ogni amore che non è amore, si sa, è destinato e venire a galla, ed è così che un weekend fuori porta si trasforma in un'amara presa di coscienza.
La storia, semplicemente dolorosa, si svela nel corso del film grazie ad un interessante espediente tecnico-narrativo per cui il presente dei due protagonisti viene continuamente giustificato o spiegato dal loro passato che riaffiora creando una speciale fusione dei due risvolti di una stessa storia, creando un insieme che, anche quando sembra confusionario, si riprende senza fretta ritrovando la sua coerente complessità.
Dunque non singoli flashback esplicativi ma rimandi al passato uguali e opposti al loro presente come a ripercorrere in negativo le tappe di un amore in fiore ed ormai infelice.
Un parallelismo narrativo che si traduce evidentemente in dualismo anche stilistico, per cui il presente della coppia, glaciale e cupo dai colori spenti e scuri, quasi desaturati, si alterna alla parte di film dedicata al passato, leggero e spensierato, che è anche quella che tecnicamente sembra possedere una certa texture più naif, sia nella fotografia più accesa e brillante, che nei movimenti di macchina più naturalmente mossi e scomposti come il baccano felice dei corpi ingenui ed entusiasti che si agitano ballando per le strade.

Il topos del ballo, infatti, ritorna anche in questo film per ben due volte, in linea con il parallelismo positivo/negativo del racconto: c'è il ballo del passato con i due amanti ancora sconosciuti che si cercano e si divertono accordandosi a vicenda sotto le note di un violino stonato, ed il ballo intimo e intriso di sofferenza del presente, con loro immersi nel freddo grigiore metallico di un motel e della loro camera del futuro. 
Michelle Williams recita bene e sembra particolarmente adatta ad un ruolo così sofferente e arrabbiato, il ruolo di una donna che reagisce allla mediocrità di una vita che si è intrapresa con le migliori intenzioni ma che sta sfumando in un finale commovente e rassegnato ancora pieno d'amore.

La colonna sonora dei Grizzly Bear, rock band statunitense che ha prestato alcuni brani, tra gli altri, anche al documentario indipendente di Chris Waitt A Complete History of My Sexual Failures, accompagna le riprese a mano più grezze e street, unendole alle più statiche e tradizionali, in un continuum sonoro che rende la visione completa del film molto intensa e personale.